Comune di San Mauro Castelverde

Feste e Sagre


A volte si ha la vaga sensazione che l’animo ,lo spirito di tanta gente del lontano,o meglio del recente passato,volteggi ancora tra le strette viuzze del borgo,tra le fronde empie di rugiada del grande castagno,colmo dell’acqua ricevuta qualche tempo prima.Solo allora ci ricordiamo di tutti quelli, che seppure accantonati nell’anonimato,hanno voluto testimoniarci la loro presenza,la loro esistenza attraverso un modello culturale,oggi rivalutabile: la tradizione. San Mauro è un Comune piccolo,montano,disagiato,marginale ma è ricco di storia e quindi di tradizione.

La Pasqua       

Tipico esempio di sacra rappresentazione,di festa religiosa la Pasqua è entrata a far parte della cultura di un popolo che, da diverse generazioni,attraverso il rito ci permette oggi di conoscere i costumi ,i modelli culturali di gente che è stata prima di noi su questi monti. La festività pasquale si articola a S.Mauro in alcuni momenti religiosi e sociali particolarmente significativi:

 
La processione della Domenica delle Palme ,che si snoda lungo un antico percorso urbano, con antiche maioliche murali,rappresentanti le stazioni della Via Crucis (Visària o Via Sacra) ,parte ad anni alterni dalla matrice S.Giorgio e dalla parrocchia di S.Maria de’Francis per concludersi in ciascuna di queste due chiese,alternamente.
Le palme portate in processione sono abbellite da “panarietri” e “cori di parma”,semplici oggetti ricavati dal ramo di palma opportunamente intrecciati.

La Cena (‘a zzèna),funzione religiosa che si svolge la sera del giovedì nella Chiesa di S.Giorgio,nella parte più antica del paese,è la sacra rappresentazione più suggestiva dell’intera manifestazione pasquale.Nella tavola imbandita,dai confràti del SS.Sacramento,(confratìa nata già nel 1629)che fungono da apostoli,sono presenti dei cibi che simboleggiano sì la morte e la resurrezione di Cristo,ma che hanno pure un significato,strettamente legato al mito di Cerere e del risveglio della natura.Pane,lattuga,finocchio,agnello pasquale, minnulicchi,ciascuno di questi elementi simboleggiano qualcosa e sono di forma particolare. All’interno della “zzèna” si svolge la lavanda dei piedi (con un unguento particolare) e poi i cibi vengono divisi,in un suggestivo silenzio,intervallato da gestualità essenziali, dal sacerdote ai dodici apostoli (confràti) , che hanno il compito di suddividere in piccole porzioni le cibarìe ricevute,successivamente, ai vicini di casa,ai conoscenti ecc. Dalla sera  del giovedì fino alla mezzanotte del Sabato,fa la sua comparsa ‘a trueccula,(la bàttola o tabella)che sostituisce il suono delle campane,messe da parte per dire che la chiesa è in lutto,durante il predetto periodo.Un tempo anche gli altari venivano coperti da enormi teli,oggi non più in uso.

‘A Visaria (Via Sacra-Via Crucis).La mattina del venerdì santo,parte dalla Chiesa di S.Maria de’ Francis una processione,spesso sacra-rappresentazione della Crocifissione,per giungere,dopo aver percorso alcune vie del paese,dove si trovano incastonate nei muri le stazioni della via Crucis,in maiolica,alla matrice S.Giorgio. Ad ogni stazione naturalmente ci si ferma e talvolta viene improvvisata una piccola predica (‘u discursu) dagli stessi partecipanti.

Il Venerdì Santo prosegue con la processione del pomeriggio.Il Cristo morto e la Madre Addolorata vengono portati in processione dai confrati del SS.Sacramento,della Madonna del Rosario e di S.Mauro Abate. Durante la processione,giunti nella chiesa di S.Giorgio,dopo la lettura della passione di Cristo,c’è ‘a pirdunanza”;qui i confrati,che indossano una corona di spine, e, i fedeli,che vogliono partecipare,percorrono ,percotendosi il corpo con un flagello, il corridoio della navata centrale della chiesa,inginocchiandosi di tanto in tanto.Sono pure caratteristici i cosiddetti ‘lavurietri”(piatti e ciotole opportunamente preparate a metà quaresima con stoppa o canapa,chicchi di grano, lenticchie,scagliola e acqua,tenuti al buio  e fatti germogliare fino al giorno del venerdì).I germogli dei semi,di colore giallo e verde vengono talvolta abbelliti con nastri colorati e portati ai fianchi delle statue del Cristo morto e della Madonna.Questi “lavurietri” simboleggiano il campo di grano,appena in erba e sono,di indubbia derivazione precristiana; si ricordino a tal proposito i “giardini di Adone”,piatti di orzo,lattuga e finocchio,fatti germogliare al buio in onore del dio Adone,amato da Afrodite.

A scinnùta  da’ Cruci (la discesa dalla Croce)–funzione religiosa che si svolge la sera del venerdì nella Chiesa di S.Maria de’Francis.Il Cristo è deposto dalla croce e portato nel sepolcro. Il rituale della settimana santa continua con la benedizione del fuoco,del cero pasquale,del fonte battesimale e con la scopertura del Cristo risorto,la notte del sabato.

 
                        La festa del Patrono S.Mauro Abate.( ‘A fèra )

Come tutti sanno S.Mauro Castelverde detiene il primato della festa patronale più lunga delle Madonie. Questo fatto deriva da due diversi fattori:uno  climatico-ambientale,il clima rigido ha suggerito nei secoli passati lo slittamento dei festeggiamenti dal 15 Gennaio alla data attuale,e cioè il primo martedì di luglio,la domenica e il lunedì che lo precedono e la domenica successiva ,detta dell’ottava;l’altro di natura logistica. Il fèrcolo del Santo ,infatti ha subìto nei secoli diverse trasformazioni: si è passati da una Vara a quattro colonne,tutte dorate con  in cima la statuetta della Resurrezione,esistente prima del 1600 all’attuale fèrcolo ad otto colonne ,commissionato nel 1650 ad opera dei carbonai,con dodici puttini e la statuetta dell’Immacolata Concezione in cima.Al centro del fèrcolo c’è ,naturalmente la statua di S.Mauro Abate seduto su un trono.La grandezza,assolutamente ragguardevole della vara , portata in processione da circa 40 persone,più le guide,obbliga a fare sempre lo stesso percorso processionale per alcune vie del paese,dovendosi il Santo spostare dalla propria chiesa a quella della matrice S.Giorgio (altro più antico protettore del nostro paese),dove era custodita la reliquia di S.Mauro. Dunque,essendo la vara pesante e grande e dovendosi adempiere a queste pratiche religiose la festa dura 4 giorni in estate e 1 solo giorno nella reale ricorrenza (15 Gennaio). Nell’antichità,i confrati solevano distribuire,in questo giorno la cuccìa  ai poveri; mentre quando la festa solenne (4 giorni) si svolgeva a giugno,era concomitante la fiera del bestiame del 30 maggio,da qui probabilmente la derivazione della parola fèra ( fiera). Ancora oggi il 1°martedì di luglio è il giorno solenne dell’intera festa,ma è assai caratteristica la processione dell’ottava,con la benedizione dei campi,che si svolge al Piano S.Mauro per i 4 punti cardinali,benedizione che in epoca passata era propiziatrice di un buon raccolto di grano , sostegno e cibo preferenziale della classe contadina.Le spighe che adornano il fèrcolo,nei 4 giorni della festa,testimoniano proprio questo fatto. Tutte le 4 giornate sono sottolineate da processioni solenni,alle quali partecipano le confraternite,con gli antichi costumi,la banda musicale i portatori della vara ,autentici colossi,a testimonianza della  sua pesantezza e tanti,tanti fedeli,anche se emigrati o trasferiti,che ritornano in paese per non dimenticare il proprio passato .

 

‘Acchianata ‘a Madonna. (15 Agosto –festa della Madonna)

Funzione religiosa che si svolge la sera del 15 agosto nella Chiesa Parrocchiale di S.Maria de’ Francis ,rappresenta l’Assunzione di Maria Vergine al cielo. Un apposito meccanismo di argani e corde,opportunamente collegati con una statua della Madonna  permettono di scenografare l’ascesa al cielo della beata Vergine ;si svolge nell’altare maggiore ormai da decenni,o meglio secoli una bellissima funzione,accompagnata da antichi canti religiosi e dal suono dell’organo settecentesco.Subito dopo la messa,si apre il sipario di un antico apparato scenografico (oggi rifatto,per via dell’usura) e le nuvole si diradano pian piano per dare spazio ad una coppia di angeli ,che reggono una corona di stelle,la quale scendendo dall’alto,determinerà l’apertura del sepolcro della Madonna. Da questo momento la Beata Vergine e gli angeli,che la contornano comincerà l’ascesa al cielo,al termine della quale gli apostoli compariranno dai lati del sepolcro e lo scopriranno vuoto. Il marchingegno che permette alla statua,abbastanza pesante della Madonna, di salire è costituito da corde,carrucole,argani e altro ed è assai antico.”Acchianata ‘a Madonna” è l’altra grande sacra-rappresentazione,oltre la visarìa,del popolo maurino,solo che quì i personaggi non sono reali,ma costituiti da statue e forme in legno dipinte.

 
 
                      

         Degustazioni tipiche (agosto o settembre, da programmare)

     
Di volta in volta assumono denominazioni varie (Sagra del caciocavallo-Tradizioni e memorie-festa della capra-Sapori e tradizione ecc.) e sono  una sorta di sagra paesana,che all’insegna dell’artigianato,della cucina casereccia, della degustazione di cibi cotti ,secondo antiche ricette,di sapori ormai scomparsi nel tempo,cercano  di far conoscere  ed apprezzare alla gente i costumi di un popolo,quello maurino,che ha saputo conservare antiche tradizioni e usanze,quali “il senso dell’ospitalità”.L’ospite è sacro ,si diceva una volta,così la pensavano i nostri avi,come d’altra parte avveniva nella Grecia antica.Si svolgono a S.Mauro C.de, in alcuni quartieri, o nelle contrade tipiche, e sono manifestazioni che non hanno una data fissa o certa,comunque  accanto agli antichi sapori,delle fave,del pane fatto in casa,della deliziosa salsiccia,dei fiorelli e di quant’altro, riescono a trasmettere storie di costumi e tradizioni proprie del luogo,così si parla,anche attraverso le foto, dei mestieri di una volta,di’ mastri ,di’ viddrani ,della raccolta dell’olio,della mietitura,della vendemmia,della vita di relazione degli abitanti di un piccolo centro madonita,che  nel 1881 contava circa 6.200 abitanti.