San Mauro Castelverde

Artigianato-Agricoltura-Zootecnia

Artigianato

 San Mauro,come del resto tutti gli altri paesi delle Madonie,viveva di agricoltura e di artigianato. ‘I mastri, gli artigiani di una volta, praticavano mestieri diversi : “furgiàra, lignamàra,scarpàra,furnaciàra,furrizzàra,pistarussa,raccamatrìci,frantujana,sbicchiatùra, ecc.” Sembrava non bastassero più le parole di un piccolo dizionario,a contenere i più disparati mestieri di quegli uomini;la loro arte consisteva nel modellare ferro,legno,scarpe,mattoni e tegole,lenzuola ,tende e centrini da tavola,e poi alberi  e arbusti. Oggi l’industria sembra aver distrutto quel patrimonio culturale così variegato e imponente; ma , chi vive ancora nelle nostre terre,sa che non è così.Esistono ancora oggi :furgiàra,lignamàra, raccamatrìci e sbicchiatùra, che hanno ereditato, di padre in figlio, quelle tecniche di lavoro,quell’uso sapiente non solo delle mani ma della” testa”,come si diceva un tempo,dei “mastri”,che con il loro lavoro hanno contribuito a scrivere la storia dei paesi madonìti. Si distinguevano per paese e per zona,ancora oggi ,come allora infatti ciascuno è geloso della propria arte e ne custodisce i segreti,non fino alla morte,come avveniva prima,perché nella moltitudine ciascuno si faceva apprezzare,cercare e naturalmente pagare. Nelle aree metropolitane,spesso i mestieri,oggi si improvvisano,tanto che se ne possono immaginare sovente le conseguenze,ma nei nostri piccoli centri ci sono ancora dei bravi artigiani,soprattutto nell’arte del ferro e del legno.

Detto:” ‘U mastru è mastru”!


Zootecnìa

 
           
L’importanza dell’alimentazione,oggi sembra aprire nuovi spazi di mercato alle nostre colture,al nostro bestiame.Conoscere i nostri paesi significa poter constatare con i propri occhi tutti i vari passaggi della  filiera agroalimentare.  Chi viene dalle nostre parti può ancora vedere animali al pascolo: pecore,capre,vacche in libertà,governate all’uso di un tempo,con il pascolo brado e il fieno.  Per ottenere prodotti di qualità si deve partire da lontano,e,questo significa partire dai pascoli,dalla natura del terreno,dalle essenze erbacee oltre che dall’animale. Gli allevatori di un tempo,ma anche quelli di oggi,conoscevano tutto questo ed ottenevano quei prodotti della caseificazione del latte (cacio,ricotta fresca e salata,caciocavallo)che hanno reso famosi questi luoghi. Superare le barriere e le difficoltà attuali significa ridare alla gente garanzia e genuinità dei cibi .S.Mauro è oggi a debita distanza dall’inquinamento globale dei grossi centri urbani,e, rappresenta una “nicchia ecologica” ricca di genuinità e di  aria salubre.

 

 L’Ulivo e l’olio

 “Addio,ulivo saraceno,compagno di vita e di lavoro……….”

            Nelle campagne dell’immenso territorio maurino,l’ulivo è stato presente per secoli; i nostri àvi hanno costruito la loro fortuna su di esso. Pazientemente innestavano,sull’ogliastro,le varie qualità di olivo sperimentate attraverso i secoli (giarraffa,nocellara,maurino,crastu). Innestavano quando l’albero era ormai vecchio e bisognava rinnovarlo con l’ogliastro,che nasceva spontaneamente e attecchiva naturalmente nelle vicinanze “da’ chianca”; innestavano,quando a causa degli incendi si distruggeva un uliveto,ed era necessario coltivare il fondo.  Quanti” trappìta” nascevano nei diversi territori dei feudi,per l’estrazione dell’olio dall’oliva, frutto assai prezioso (l’oro verde di intere generazioni), sostegno di intere famiglie, che col ricavato della vendita diretta dell’olio,riuscivano a costruirsi  o a riparare la propria casa.  S.Mauro è ancora oggi famosa per l’olio e per le attività industriali che sono nate intorno ad esso.

 

Piatti tipici

 
           
Pasta carni e milinciani-scorci di ficulinii fritti-lacertu ‘mmuttunatu-sosizza maurìna arrustuta supra ‘u luci-pani friscu ccu l’uegliu-cuddruruna  fritti-favi squarati-cannola e fiorelli-pizza all’antica ccu i pumuramura sicchi , ‘u tumazzu duru e ‘a sosizza sciutta.